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Un’altra sanzione per l’arbitro Catanoso

Luigi Catanoso, ex direttore di gara di Serie C, è stato condannato dal Tribunale Federale Nazionale a sei mesi di sospensione per aver arbitrato partite non autorizzate dalla FIGC mentre era già squalificato.

La nuova violazione

Il Tribunale Federale ha inflitto la sanzione disciplinare all’ex arbitro calabrese dopo aver accertato che lo stesso ha continuato a dirigere gare in campionati amatoriali nonostante fosse sospeso dall’attività fino al 14 novembre 2027. Il caso è emerso grazie alla segnalazione del Presidente della Sezione AIA di Reggio Calabria, Francesco Catona, che aveva notato alcune fotografie pubblicate sui social da Catanoso mentre dirigeva partite.

L’indagine della Procura Federale ha dimostrato che l’ex arbitro ha diretto almeno una gara, Real Filadelfia-Boys Marinate dell’8 febbraio 2025, nel campionato ASC Calcio a 11 over 35. Durante l’audizione, Catanoso ha ammesso di aver arbitrato diverse partite in campionati amatoriali, ma mai gare organizzate in ambito FIGC.

Il precedente: dalle scommesse anomale al tentativo di corruzione

Il nome di Catanoso era balzato alle cronache per un controverso infortunio occorsogli nei minuti finali di una partita di Serie C, su cui si erano registrate numerose scommesse anomale. Il suo malore aveva impedito l’omologazione della gara, evitando perdite economiche a chi aveva puntato sul risultato sbagliato. Dalle successive indagini era emersa la sua completa estraneità ai fatti legati alle scommesse.

Tuttavia, la vera svolta nel caso Catanoso è arrivata con il tentativo di corruzione ai danni del collega Milone. Un incontro avvenuto il 17 agosto a Firenze tra Catanoso e l’arbitro Milone, anch’egli calabrese e designato per la gara Empoli-Lazio di Primavera 1, ha segnato il punto di non ritorno.

Secondo la Procura FIGC, Catanoso avrebbe tentato di corrompere Milone, che però ha denunciato l’accaduto sia al suo designatore Ciampi, sia all’ufficio del procuratore federale Giuseppe Chiné. Milone, rimosso dalla direzione della partita per ovvie ragioni, ha fornito una testimonianza decisiva nel processo.

La sanzione definitiva

Il Tribunale Federale ha accolto le tesi della Procura, ritenendo Catanoso colpevole di aver tentato di aggirare il divieto di scommesse e violato i principi etici del calcio. L’arbitro è stato così squalificato per due anni, una sanzione che ha aperto nuovi interrogativi sul problema delle scommesse illecite nel mondo arbitrale.

La nuova sanzione di sei mesi si aggiungerà al periodo di squalifica già in corso, configurando una violazione dell’articolo 42 del Regolamento AIA per attività arbitrale non autorizzata. Il Tribunale ha accolto la richiesta della Procura Federale, respingendo la richiesta della difesa di applicare la sanzione minima, evidenziando come la recidiva nel violare i regolamenti federali abbia aggravato la posizione dell’ex arbitro calabrese.

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