Archiviato penalmente, squalificato dalla FIR. Ora tocca al CONI
Daniele Bovolato, presidente della società Mogliano Rugby, è protagonista di una controversia nel mondo della giustizia sportiva della Federazione Italiana Rugby (FIR). Tutto nasce dalle sue dichiarazioni rilasciate durante un’udienza davanti alla Corte Federale d’Appello (CFA) FIR il 28 gennaio 2025, in cui si è rivolto al presidente federale con parole molto forti, definendolo «un grande bluff».
Queste parole, ritenute offensive e lesive dell’immagine della Federazione, hanno innescato un procedimento disciplinare a carico di Bovolato. La Procura Federale ha contestato a Bovolato la violazione degli articoli 2 del Codice di Comportamento Sportivo CONI e 20.1 e 21.1 del Regolamento di Giustizia FIR.
Va ricordato che in ambito penale Bovolato era stato coinvolto in un processo per diffamazione sempre collegato a queste dichiarazioni, ma il procedimento era stato successivamente archiviato, con assoluzione da ogni accusa.
Nonostante ciò, la giustizia sportiva ha inflitto a Bovolato una sanzione di sei mesi di interdizione dalle attività sportive, con decisione emessa dal Tribunale Federale e poi confermata dalla Corte Federale d’Appello nel giugno 2025.
Non soddisfatto della sentenza, Bovolato ha presentato ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport, l’ultima istanza della giustizia sportiva italiana, chiedendo l’annullamento integrale delle decisioni e il proscioglimento da ogni addebito. In via subordinata, ha richiesto che la causa venga rinviata alla Corte Federale d’Appello per un nuovo esame, con l’ammissione di nuove prove, tra cui l’audizione dei membri della Corte d’Appello che hanno partecipato all’udienza disciplinare del dicembre 2024.
La vicenda resta ora in attesa del pronunciamento definitivo del Collegio di Garanzia, che segnerà la conclusione del caso.
