{"id":175,"date":"2025-07-07T17:30:46","date_gmt":"2025-07-07T15:30:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rigore.net\/?p=175"},"modified":"2025-07-07T17:30:46","modified_gmt":"2025-07-07T15:30:46","slug":"promozioni-e-dismissioni-ancora-tante-polemiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rigore.net\/index.php\/2025\/07\/07\/promozioni-e-dismissioni-ancora-tante-polemiche\/","title":{"rendered":"Promozioni e dismissioni ancora tante polemiche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche quest\u2019anno, come ormai ogni stagione, con la comunicazione dei promossi e dei dismessi da parte dell\u2019Aia si scatenano polemiche. In parte sono fisiologiche, certo, a nessuno fa piacere essere bocciato e quindi fa parte del gioco un certo malessere dopo la comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che per\u00f2 non va, \u00e8 che l\u2019Aia in tutti questi anni (da Gavillucci in poi) tutto sia terribilmente uguale. Nessuna iniziativa atta a ridurre la discrezionalit\u00e0, ad aumentare la trasparenza e a eliminare i sospetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dicendo che le classifiche sono teoricamente segrete fino al momento del verdetto finale. Segreti a tutti tranne che alla Commissione, ovviamente. E qui c\u2019\u00e8 il primo inghippo. La commissione non \u00e8 spettatrice interessata della classifica, al contrario influisce pesantemente su di essa. Infatti, il voto finale su cui poggia la graduatoria e composto dalla media tra i voti dei singoli osservatori che domenicalmente vedono gli arbitri e il voto della commissione che tre-quattro volte in una stagione visiona personalmente il direttore di gara.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da un punto di vista matematico c\u2019\u00e8 gi\u00e0 il primo inghippo. Il peso, infatti, delle 3-4 visionature della commissione \u00e8 incredibilmente molto pi\u00f9 elevato rispetto a quello dei singoli osservatori. E\u2019 infatti sufficiente che la commissione valuti positivamente le tre-quattro prestazioni da lei visionate per far fare un considerevole balzo in classifica al direttore di gara in questione. Ecco, pensate che le promozioni e le dismissioni spesso si giocano su pochi decimali. Se poi, aggiungiamo, che la commissione non \u00e8 sotto il controllo di nessuno, che conosce le graduatorie al centesimo, ecco che il retropensiero \u00e8 servito. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le alternative potrebbero essere che la commissione non valuti gli arbitri, ma si limiti a ratificare il voto dei numerosi osservatori. In questo modo, magari togliendo dalla media i due voti pi\u00f9 alti e i due pi\u00f9 bassi (pi\u00f9 o meno come si fa nelle discipline sportive in cui c\u2019\u00e8 una giuria votante), si avrebbe una classifica oggettiva basata su pi\u00f9 valutazioni da parte di osservatori diversi. Questo secondo noi sarebbe la miglior soluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oppure si potrebbe lasciare alla commissione il potere di voto, ma mostrare agli arbitri settimanalmente la classifica in modo tale da escludere interventi last minute per aggiustare clamorosamente le graduatorie. Pi\u00f9 o meno come avvenne con Abbattista o come, secondo qualcuno, sarebbe avvenuto quest\u2019anno per salvare Massimi e l\u2019assistente Di Monte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, dalla categoria che dovrebbe essere la pi\u00f9 trasparente ci aspetteremo molto di pi\u00f9. Ci aspetteremmo criteri oggettivi, ci aspetteremmo graduatorie inattaccabili, ci aspetteremmo che tutti gli arbitri fossero uguali al di l\u00e0 del curriculum e della sezione a cui appartengono. Il cammino \u00e8 lunghissimo e tortuoso, ma l\u2019Aia ha la volont\u00e0 di iniziare il viaggio?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche quest\u2019anno, come ormai ogni stagione, con la comunicazione dei promossi e dei dismessi da parte dell\u2019Aia si scatenano polemiche.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":176,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[12,73],"tags":[115],"class_list":["post-175","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arbitri","category-editoriali","tag-aia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rigore.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rigore.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rigore.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rigore.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rigore.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=175"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rigore.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":177,"href":"https:\/\/www.rigore.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175\/revisions\/177"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rigore.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/176"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rigore.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=175"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rigore.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=175"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rigore.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=175"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}