Doccia fredda Lazio: la Covisoc blocca il mercato
Il mercato della Lazio risulta totalmente fermo per l’estate 2025 – 2026 a causa di un blocco amministrativo deciso dalla Covisoc/FI G C. A fermare gli acquisti non c’è un semplice problema di liquidità, ma in realtà tre indicatori sono scattati: l’indice di liquidità, il rapporto indebitamento/fatturato e il costo del lavoro allargato. Nessuna operazione in entrata, neppure a titolo gratuito o con prestiti, è possibile fino a quando questi parametri non torneranno nei ranghi.
Il famigerato indice di liquidità, che misura la capacità di coprire i debiti a breve con le attività correnti, è sotto la soglia minima di 0,80 — Lazio è ferma attorno a 0,3 . Inoltre, il club ha superato i limiti di indebitamento e i costi di gestione della rosa rispetto ai ricavi. Lo stesso Sarri ha scoperto la gravità della situazione soltanto negli ultimi giorni, malgrado fosse stato riportato alla Lazio già da inizio giugno.
Per uscire dal blocco servirebbero vendite pesanti — magari alcuni esuberi come Cancellieri, Cataldi, Fares o Basic — o un’iniezione di capitale. Lotito, pur non escludendo una ricapitalizzazione “mai vista” se necessario, per ora sembra contare quasi esclusivamente sulle cessioni. Senza uno sforzo finanziario concreto prima della prossima trimestrale Covisoc (di norma a settembre), la Lazio resterà vincolata anche nella finestra invernale.
Dal gennaio 2026 entreranno in vigore le nuove regole UEFA — basate principalmente sul rapporto tra costo del lavoro e ricavi — che potrebbero favorire la squadra romana. Nel frattempo, però, il mercato rimane fermo e Sarri dovrà lavorare con la rosa attuale, benché desiderasse un rinforzo centrale per impostare il suo 4‑3‑3
