I tifosi non si fidano, il Rimini è veramente salvo?
Sono passati due giorni dal closing ufficiale del 1° agosto che ha segnato il passaggio di proprietà del Rimini Football Club alla Building Company di Giusy Anna Scarcella, ma la città e i tifosi non sembrano ancora aver trovato la serenità tanto attesa. Se da un lato la nuova proprietà ha ribadito la volontà di rilanciare il club con un progetto ambizioso e investimenti mirati, dall’altro emergono segnali inquietanti che iniziano a incrinare l’entusiasmo iniziale.
Fonti vicine all’ambiente societario confermano che il sequestro conservativo sulle quote, legato al credito di 200.000 euro rivendicato dall’ex presidente Alfredo Rota, resta un nodo irrisolto. Questa situazione burocratica complica la piena disponibilità del pacchetto azionario da parte della Building Company, mettendo a rischio le scadenze per l’iscrizione al campionato e la gestione ordinaria del club. Inoltre, la campagna abbonamenti non ha ancora preso forma e manca ancora una comunicazione ufficiale sui programmi sportivi e tecnici della nuova stagione.
Intanto, tra la tifoseria si diffonde un clima di incertezza: gruppi organizzati e tifosi storici esprimono dubbi e preoccupazioni, chiedendo un confronto diretto con la proprietà per chiarire la situazione. Sui social si moltiplicano discussioni accese, mentre le prime voci di malcontento cominciano a filtrare anche tra alcuni dirigenti e collaboratori interni, che lamentano mancanza di chiarezza e comunicazione.
Nonostante tutto, la Building Company si dichiara fiduciosa nel superare gli ostacoli e nel dare presto concretezza ai progetti annunciati, promettendo aggiornamenti nelle prossime settimane. La strada verso la rinascita del Rimini appare però ancora lunga e tortuosa, con la città che osserva in attesa, sperando che quanto annunciato si traduca davvero in fatti.
