ARBITRICASISTICA

Incredibile: il Var evita un errore, ma a Orsato non sta bene

La mossa dell’allenatore del Carpi è stata geniale. Non stiamo parlando di qualcosa di tecnico legato ai sistemi di gioco, ma di un escamotage regolamentare per arginare un evidente errore arbitrale. Non ci saremmo aspettati che l’Aia gli desse la tessera ad honorem, per essere riuscito a fare ciò che in anni di Var nessuno era mai riuscito, ma nemmeno che Orsato & c. si chiudessero in loro stessi preferendo a un’astuzia regolamentare un errore conclamato.

Facciamo un passo indietro. Siamo in Serie C e la partita è quella tra Carpi e Juventus NG. L’arbitro è Zago di Conegliano al terzo anno in categoria. Nel secondo tempo, il direttore di gara, ammonisce per la seconda volta un giocatore del Carpi che viene così espulso. Peccato che non andasse ammonito. In questi casi però, da protocollo, il Var (o FVA in Serie C) non può intervenire perché non è un’espulsione diretta.

L’allenatore del Carpi Stefano Cassani però chiede l’intervento del Var (in Serie C è a chiamata) sostenendo che il suo giocatore non andasse ammonito, ma espulso. Una chiara forzatura logica che però, aggirando il protocollo, manda Zago al monitor e qui vede che ha fatto un errore. Non, come era ovvio, a non espellere direttamente il giocatore, ma ad ammonirlo. Quindi, cartellino giallo cancellato e di conseguenza pure il successivo rosso.

Il protocollo non è stato violato e si è cancellato un evidente errore. Tutto perfetto quindi? No, il giorno successivo Orsato si è affrettato a dire che non dovranno essere più accettate richieste di Var contro la propria squadra. Questo con lo scopo di impedire l’aggiramento del rigido protocollo. Attenzione, aggiramento, non violazione. Quello che ha fatto l’allenatore del Carpi avrebbero potuto farlo da sempre gli arbitri al Var in Serie A e B, eppure non lo hanno mai fatto. Cioè difronte ad un errore arbitale apparentemente escluso dal protocollo non si sono mai posti il problema di come riuscire a mandare (in modo regolare e legittimo) l’arbitro al monitor per fargli cancellare un errore, si sono sempre e solo limitati a dire “Il Var in questi casi non può intervenire”.

Con il chiarimento di Orsato abbiamo capito il perché. Alla classe arbitrale poco importa porre rimedio ad un errore, poco importa che l’escamotage abbia funzionato. Per loro il protocollo e la procedura conta più della sostanza. Ora, sfidiamo chiunque nel mondo del calcio (allenatori, giocatori, dirigenti, presidenti o semplici tifosi) avere la stessa visione, eppure, loro sono loro.

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