ARBITRINEWS

Mobbing arbitrale, Costa: «Pizzi puniva chi non si piegava al suo potere»

Questo lo sfogo dell’arbitro (ex CAN D) Giuseppe Costa.

Gentile Redazione,
finalmente un atto di coraggio. È doveroso riconoscere il merito al presidente Zappi per aver rimosso Alessandro Pizzi dalla guida della CAN D, così come Daniele Martinelli dal ruolo di organo tecnico. Una scelta giusta, necessaria, che rompe seppur solo in parte un sistema marcio e autoreferenziale, che da anni soffoca il merito e la trasparenza, calpestando la dignità degli arbitri in nome di logiche di potere personale.

Pizzi, in quattro anni, non ha costruito nulla. Si è limitato ad amministrare la Commissione secondo logiche spartitorie e clientelari, affidandosi ai soliti fedelissimi (Martinelli e Citro) per mantenere un equilibrio basato su favoritismi, designazioni pilotate e una gestione opaca. Il tutto è documentabile. Ha creato malcontento e penalizzato sistematicamente chi non gli era gradito.

Il suo sistema era perfettamente rodato: dalle turnazioni alle designazioni nei big match, tutto seguiva logiche di “ritorno”. Ora che è stato rimosso, chi porterà avanti questi giochi? Senza Pizzi, il castello di sabbia cadrà?

Ma c’è di peggio. Racconto un episodio personale che rivela fino a che punto fosse malato questo potere. Poco prima delle elezioni, sono stato sospeso per 20 giorni per aver rifiutato una designazione a causa di motivi di salute, regolarmente documentati da un certificato medico ufficiale. Mi chiedo: chi è Pizzi per mettere in dubbio un certificato medico? È forse un medico? O pensa di poter manipolare anche la scienza, così come ha fatto con la gestione arbitrale? Il tutto solo perché il mio Presidente di Sezione era candidato con l’altra corrente politica?

Questo non è un caso isolato, ma l’ennesima prova di un abuso di potere. Un sistema costruito per zittire, isolare e punire chi non si piega. Parlo apertamente di mobbing, perché la persecuzione è iniziata ben prima.

Al primo anno della gestione Pizzi, chiedo formalmente via email di non essere designato nei giorni feriali per motivi lavorativi. Nessuna risposta. Vengo sistematicamente designato in quei giorni, costretto a rifiutare, per poi essere accusato di “rifiuto ingiustificato”. Peccato che la CAN D non mi pagasse lo stipendio.

Mi rendevo disponibile al rientro a mie spese pur di non creare difficoltà alla Commissione, nonostante i viaggi venissero organizzati senza alcun criterio logico.

Terzo anno di gestione Pizzi, il mio quarto. Vengo utilizzato solo una volta su tre o quattro, nonostante la mia media voti fosse positiva — tutto documentabile tramite la piattaforma S4Y. Noto anche un’anomalia: il mio voto tecnico cambia senza spiegazione. Dopo la mia segnalazione, torna magicamente al valore originale. Coincidenze?

Altro episodio: vengo designato da Martinelli all’ultimo minuto per una trasferta a Trapani, con comunicazione il martedì per giocare il mercoledì. Impossibilitato per motivi di lavoro, sono costretto a rifiutare. La risposta? Vengo “punito” con una designazione la settimana successiva a Vastogirardi, l’unica gara in Italia in quel giorno. A visionare quella partita, guarda caso, fu proprio Martinelli, che mi assegnò un 8.40, cercando anche di influenzare l’osservatore sul voto. Tutto documentabile.

Quinto anno: la vergogna raggiunge l’apice. La mia prima visionatura dell’anno avviene durante una gara sospesa al 25’ del primo tempo per infortunio dell’arbitro. Mai vista una cosa simile in cinque anni. La visionatura fu poi “gestita” da Citro insieme all’OA, violando le disposizioni CON DIL, guardando l’intera partita insieme. Ho anche un video a conferma di quanto affermo. Da lì, lo scontro è diventato aperto. Ma Pizzi ha fatto male i conti: pensava di intimidire un ragazzino, ma si è trovato davanti una persona abituata alla politica e ai giochi di potere. Così ha deciso di eliminarmi, utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione.

Non parliamo poi dei viaggi massacranti, organizzati senza alcun criterio geografico: ad esempio, designato a La Spezia, mi fanno volare su Milano, costringendomi a tre ore di macchina per raggiungere lo stadio. E durante gli stage formativi, trattamenti discriminatori: neanche un pasto rimborsato.

E infine, il colpo di grazia: ho segnalato tutto alla Procura Federale, che ha archiviato come “inammissibile” senza nemmeno indagare. Una presa in giro. Mi chiedo: la Procura serve a proteggere i prepotenti o a difendere gli arbitri onesti?
In quale articolo del Regolamento AIA è previsto che un arbitro possa essere sospeso per motivi di salute certificati da un medico? Non esiste. Non è disciplina, è repressione. È abuso di potere. È vendetta politica. È un messaggio chiaro contro chi osa alzare la testa.

Il mio non è un caso isolato. Ma oggi sono qui per denunciare pubblicamente. Basta silenzi. Basta connivenze. Pizzi è stato rimosso? Bene. Ma non basta. Chi lo ha protetto, chi ha coperto, chi ha punito per convenienza personale, deve spiegare. Deve rispondere, pubblicamente.

Perché chi ha distrutto carriere e dignità in nome del potere non può cavarsela così.

Giuseppe Costa

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